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Maria Bello

World Trade Center: Un melodramma per l’America di oggi

[Questo articolo è stato originariamente pubblicato il 27 marzo 2008 sul mio vecchio blog Gahan at the Movies.]

world trade center stone World Trade Center: Un melodramma per lAmerica di oggi

Volevo fare film sull’America. Non solo accontentare i gusti americani. I francesi li chiamano contes moreaux—una serie di episodi. Non tanto racconti morali, quanto racconti sulla moralità della gente

—Douglas Sirk

world trade center cage World Trade Center: Un melodramma per lAmerica di oggi

Parola al Maestro

A mio parere (e sono uno dei pochissimi, almeno in Italia, e più in generale in Europa; al contrario, in casa—che d’altronde è dove conta—il film ha ricevuto fortunatamente più consensi critici, oltreché di pubblico), col suo film Stone ha letto perfettamente il funzionamento del genere melodramma, e l’ha applicato con acume alla materia e al suo tempo. Per iniziare queste mie brevi riflessioni, mi piacerebbe dunque affidarmi alle parole di uno dei massimi esperti nel campo. Riporto di seguito uno stralcio (mia traduzione) di un’intervista di Michael Stern a Douglas Sirk, dalla quale è tratta anche la citazione d’apertura.

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Two shots: The Cooler

Una delle scelte che più adoro, fra le più semplici e ricche di utilizzi, è l’inquadratura a due, o two shot. Può fare molte cose, e fra queste segnalare le relazioni intercorrenti fra personaggi: i due motivi d’uso più comuni hanno il fine di unirli o porli in contrasto. In The Cooler, Wayne Kramer ne usa ovviamente molte per descrivere la storia d’amore fra Bernie (William H. Macy) e Natalie (Maria Bello).

Una durante il loro primo incontro amoroso nella camera da letto di lui prende con un colpo molto del significato del film:

cooler 1 Two shots: The Cooler

Natalie è in soft focus sullo sfondo a destra, molto allettante, mentre Bernie, nervoso come chi non fa sesso da vent’anni, segue il suo invito a metter su un disco, sulla sinistra del quadro in mezzo primo piano — non un cd, ma un vinile: Bernie è al servizio di Shelley (Alec Baldwin, più asciutto di quanto non lo si sia visto ultimamente), tutore vecchio stile della vecchia Las Vegas, e non si è mai aggiornato.

Bernie non sa ancora (come non lo sappiamo noi), ma l’aveva sospettato, che Natalie è stata pagata da Shelley per sedurlo. Più avanti, nel terzo atto del film, lei sarà costretta a dirglielo dopo essersi innamorata di lui e dopo che la situazione è precipitata. Li vediamo in posizioni simili, adesso entrambi sul letto e a fuoco:

cooler 2 Two shots: The Cooler

L’uso della lente più corta segnala la tensione del momento, che è molto meno allettante. In entrambe le inquadrature, due personaggi soli in cerca di riscatto che giocano l’uno con l’altra nello stesso quadro. Lo scioglimento del film ce li ripropone — ed è una cosa che ho trovato curiosa e molto bella — in una vera e propria evasione cui è dato un aggiunto sapore filmico in quella che, complice anche l’incidente automobilistico che “azzera” tutto, sembra una citazione da Mulholland Dr.:

cooler 3 Two shots: The Cooler

Wayne Kramer è adesso nelle sale (poche sale) col purtroppo meno ispirato Crossing Over.

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