Che guarda il cinema da dentro
Le avevamo tanto attese, e infine sono puntualmente arrivate: le reazioni della blogosfera italiana all’ultimo “oggetto filmico” tarantiniano. Se volete potete chiamarlo più semplicemente “film”, anche se senz’altro fa meno “figosamente semiotico”. A tal proposito, con questo capolavoro annunciato il semiotico che c’è nel diligente blogger di cinema comincia a tuffarsi in un bollente brodo di giuggiole: vai con il Cinema che cita sé stesso, che cita tutto il Cinema che gli piace, lo “strumento cinema” che può tutto — anche cambiare la Storia! — con la sola forza del suo raggio di proiezione, etc. Insomma, punto per punto esattamente tutto ciò che si sapeva già ci sarebbe stato, tutto ciò che si potrebbe sapere anche senza assistere ad un singolo minuto di proiezione. Stessa cosa succede immediatamente per i commentatori: il post di turno contenente quanto detto è subito salutato unanimemente con sottoscrizioni di stima ed ammirazione incondizionata quali “Post sacrosanto!” o “Ineccepibile!”, o che al massimo — per la maggior parte — propongono con egual secca approvazione una veloce parafrasi di un eccelso passaggio del post sotto esame. Un diluvio di “Grande post!”, “Grandissimo!” et similia. Se volete un esempio del “kommentariat” da cineblog, questo è decisamente il film che fa per voi. E come capitava nella parodia del kommentariat, non appena qualcuno (non ero io, giuro!) muove un appunto deve star attento ad evitare di venir circondato e poi sbranato seduta stante.
È in casi come questo che sento un bisogno enorme di riattaccarmi ad un maggior contenuto di buon senso e ridimensionare le cose. Mi rimetto quindi al buon Pietro Salvatori, che avvicinandosi probabilmente molto di più alla dinamica delle cose chiede venia: «Non ce ne vogliate, ma Bastardi senza gloria per noi è nato in una mattinata di noia, quando il telefono di Quentin ha squillato, e un soggettista qualunque gli ha detto: “Senti, ma un film su degli ebrei fighissimi che fanno un culo così a Hitler&Co.?”
E lui: “Fantastico! Facciamolo!”».
In ogni caso, anch’io ho offerto la mia inutile dose di risibili disquisizioni nella mia immancabile recensione su Cine Zone.





