Provvisorie impressioni su Avatar, “the non-3D experience”
L’Avatar di James Cameron, ancor prima di uscire nella nostra Italia (in ritardo mondiale) il prossimo 15 gennaio, è già disponibile tramite gli usuali canali per il download illegale. (Ricordo a tutti che scaricare film è cosa cattiva e sbagliata.) Il che dovrebbe suonare paradossale per un film che, a quanto si era compreso, avrebbe dovuto rappresentare “un’esperienza” talmente diversa da essere irrimediabilmente rovinata dalla semplice visione a due dimensioni. Invece, no. Per cominciare, Avatar non ce l’ha fatta ad assicurarsi una distribuzione “intransigente” esclusivamente in sale attrezzate per il 3-D, come inizialmente annunciato da Cameron stesso: è e sarà distribuito, in maniera capillare, anche nelle sale tradizionali. Fare altrimenti sarebbe stato ovviamente di grosso impedimento per gli incassi. Di conseguenza, i pirati possono come al solito appropriarsi della versione 2-D e riversarla in rete non diversamente da qualsiasi altra pellicola. L’esemplare che ho visionato io, gentilmente invitato/corrotto, era considerando le circostanze di buona qualità (di certo, per i miei due cent, mille volte meglio questo Avatar piratato di un L’uomo che fissa le capre visto in certe condizioni in sala). Pur dovendo rigorosamente attendere la visione in sala in 3-D (che comunque non sarà quella di cui tutti usufruiranno, e non sarà quella di cui usufruirete quando comprerete il vostro Blu-ray), azzarderei un primo monco giudizio sul film e sulla questione 3-D.




