The Box, scatola estiva
Non sono molte le uscite estive interessanti (per qualità o puro richiamo) del 2010. A riprova del fatto che l’esperimento di allungare la stagione distributiva italiana sia fondamentalmente fallito, quest’anno le uniche uscite blockbuster sono state il pixariano Toy Story 3 ed il terzo episodio della saga di Twilight, Eclipse; A-Team usciva ancor prima, in giugno. Fino alla fine di agosto non comparirà null’altro di grosso rilievo. È una ragione in più per dedicare attenzione all’ultimo lavoro di Richard Kelly — come saprete, il creatore di Donnie Darko — arrivato finalmente sui nostri schermi (oltre 160) con l’accompagnamento di opinioni critiche e di pubblico che sembrano giustificarne in toto la collocazione/spostamento nel nostro sonnacchioso luglio. Ci sono invece alcuni motivi per tenerselo stretto.
Dopo il pasticcio di Southland Tales, Kelly pensa bene di semplificare le cose partendo da materiale non suo — racconto breve di Richard Matheson, o meglio l’episodio della serie The Twilight Zone da esso ispirato e disconosciuto dall’autore. Le premesse note a tutti (una coppia [Cameron Diaz e James Marsden] che sta per conoscere una crisi economica vede recapitarsi una scatola con un marchingegno ed una proposta da parte di un misterioso uomo sfigurato [Frank Langella]: se schiacciano il pulsante del marchingegno faranno morire uno sconosciuto, ma intascheranno un milione di dollari) guidano fedelmente la prima mezz’ora, prima che i dettagli del mistero vengano pian piano ingigantiti in direzioni inventate autonomamente dallo stesso regista, che allunga a suo piacimento il labirinto della materia prima. La direzione si fa, intuibilmente, fantascientifica, coinvolgendo “coloro che controllano i fulmini”. Ciononostante, quel cui assistiamo è rispetto ai precedenti sforzi molto lineare; tanto che fra le lamentele che circondano il film c’è quella che vorrebbe meno dialoghi esplicativi. D’altra parte, c’è pur sempre qualcuno che asserisce di aver trovato troppo complicata la farina del “presuntuoso” Kelly.











