Talmente vero da non ammettere replica
Sparito dalle scene telematiche ormai da troppo (mentre scrivo, la mia ultima recensione risale all’11 agosto), il Vostro Affezionatissimo è stato nelle ultime settimane impegnato in attività assai interessanti. Fra di esse, trovarsi qualcosa da fare a partire da settembre (sembra, con successo) e trascorrere tempo ameno in località pericolose. La scelta più intrepida, per un indefesso liberale laico ed individualista qual mi sapete essere, è ricaduta sull’annuale Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, conosciuto presso i liberali laici ed individualisti anche con l’appellativo “Covo del Demonio”. L’intento era quello di tornare con alcune mie convinzioni sanamente scardinate attraverso la conoscenza di prima mano di questa realtà fatta di giovani volonterosi, sempre in gruppo e solo in gruppo; purtroppo, le mie convinzioni sono difficili da scardinare, e certe realtà le rinsaldano facilmente. Ho assistito a due giorni di incontri (26 e 27), tre dei quali erano di primo piano: l’ospite d’onore Franco Frattini ha concluso le riflessioni su “Libertà religiosa e responsabilità politica”, Giuliano Amato quelle su “Presenza religiosa nello spazio pubblico” e José Manuel Durão Barroso (di fianco al celebratissimo Roberto Formigoni) quelle su “L’Europa delle regioni”. Non lasciatevi ingannare dal titolo dell’ultimo incontro: l’impressione che ho ricavato dalla mia trasferta riminese è che l’argomento imprescindibile di cui parlare dovesse essere la libertà religiosa — anzi di più, l’annosa questione crocefisso. Sempre lei. Rinominiamo quindi “L’Europa delle re(li)gioni”. Il più sicuro del punto era il capogruppo del PdL al Parlamento Europeo Mario Mauro, che non voleva proprio parlar d’altro.



