In tributo a Robin Wood
[I film di Michael Haneke] incoraggiano un approccio sia filosofico sia politico: si potrebbe leggerli come tentativi di spiegare l’esistenza umana, o come proteste appassionate contro l’ambiente contemporaneo. Io non sono e non sono mai stato un filosofo: sembro essere incapace di pensiero astratto. Il mio approccio al cinema rimane politico nel senso più ampio. Sebbene ci siano molte volte al giorno d’oggi nelle quali mi trovo a condividere l’apparente disperazione di Haneke verso il mondo—volte nelle quali la vastità e l’enormità del capitalismo aziendale, e ora della globalizzazione, mi sembrano assolute, irreversibili e (quel che è peggio) non-trascendibili—mi sento obbligato ad attaccarmi ad una crescentemente improbabile speranza, senza la quale non potrei scrivere né funzionare, potrei solo ritirarmi in un mondo privato di quelle che sono ormai tradizioni andate largamente perdute. E devo credere che Haneke si senta allo stesso modo: altrimenti, come potrebbe continuare a far film?
—Robin Wood, “Michael Haneke: Beyond Compromise,” CineAction, Issue No. 73–4, Summer 2007
Lo scorso venerdì 18 dicembre moriva a Toronto all’età di 78 anni Robin Wood, critico ed accademico la cui influenza sul pensiero cinematografico di lingua inglese è stata assai forte. Il suo lavoro più famoso, anche in Italia (a quanto ne so, comunque, nessuna sua raccolta è stata mai tradotta e pubblicata), è la monografia su Hitchcock (l’ultima edizione è Hitchcock’s Films Revisited [New York: Columbia University Press, 2002]): in essa compare un saggio su Psycho che venne pubblicato per la prima volta sui Cahiers du Cinéma. Era, tra l’altro, il suo primo scritto mai pubblicato—François Truffaut lo omaggerà con un dettaglio della copertina della prima edizione del libro (1965) nel suo Effetto notte. Posso dire di certo che la sua influenza sul mio modo adulto di sentire e intendere il cinema è stata enorme: nel 2006 scoprivo in biblioteca Sexual Politics and Narrative Film: Hollywood and Beyond (New York: Columbia University Press, 1998) e Hollywood from Vietnam to Reagan… and Beyond (New York: Columbia University Press, 2003), che divoravo nel giro di pochi giorni essendone per sempre cambiato.











