I film di Natale 2009: i cinepanettoni e l’attesa degli alter ego
La lagna sui cinepanettoni può cominciare — poi bisognerebbe per onestà aggiungere che ce li meritiamo tutti, ma fa niente. Ma al dunque: quanti film può permettersi l’Italia nei tre weekend di programmazione natalizia 2009? Claudia Mormoglione su Repubblica crede che ce ne vorrebbero di più. Mentre le capitali mondiali si deliziano di parecchie succose novità imperdibili, pare, noi italici proteggiamo doganalmente le nostre pregiatissime produzioni autoctone — quest’oggi arrivano i pezzi forti, croce rossa su cui sparare, Parenti e Pieraccioni (si può già predire con ragionevole certezza che si piazzeranno in quest’ordine nella loro sfida stagionale) — che notoriamente racimolano buona parte del paniere di biglietti staccati annualmente lungo la penisola. (Il che è già un ottimo motivo per proteggerle.)
I film che “vanno visti comunque” ma che siamo destinati a perderci per colpa di questo malcostume festivo tutto nostro (da fine sociologo, Gabriele Niola lo chiama “ritualità socioeconomica”) sono secondo la Mormoglione sostanzialmente due. Già da ottobre era stato annunciato fra mille furie che l’Avatar di James Cameron — film che si è già deciso cambierà l’universo-cinema perché pensato direttamente in 3-D, o almeno sarà per certo una gran “figata imperdibile” in 3-D! — sarebbe slittato al 15 gennaio esclusivamente perché noi potessimo concentrarci su più parche e simpatiche cafonate. Ci sarebbe poi anche il musical Nine nel quale Rob Marshall ci dice la sua su Fellini, anch’esso in arrivo “solo” il 15 gennaio.
Sulla fin ridicola scelta per Avatar, “evento” programmato in unisono planetario, siamo tranquillamente d’accordo; anche se personalmente posso aspettare, divertendomi semmai a leggerne in giro. Ma per il resto stiam solo scoprendo che nel mondo anglosassone i film di volgata inglese …escono prima. C’è poco di cui essere impazienti e lamentarsi: Nine è solo in uscita limitata negli USA, e verrà distribuito maggiormente solo dal 25; fra i film attualmente in programmazione USA ci sono poi The Young Victoria di Jean-Marc Vallée (C.R.A.Z.Y.) con protagonista Emily Blunt, ancora senza annunciata distribuzione italiana, il dramma Crazy Heart con Jeff Bridges, Maggie Gyllenhaal e Colin Farrell (che è e rimarrà solo in distribuzione limitata; ovviamente non si sa quando e se uscirà da noi) e Invictus di Clint Eastwood (uscita a rigore pre-natalizia, da noi dal 12 febbraio); in uscita il prossimo weekend ci sono solo le nuove commediole romantiche Did You Hear About the Morgans? del Marc Lawrence di Two Weeks Notice col fido Hugh Grant e Sarah Jessica Parker (dal 26 febbraio col titolo Che fine hanno fatto i Morgan?), It’s Complicated di Nancy Meyers con Meryl Streep, Steve Martin ed Alec Baldwin (19 marzo), nonché il sequel di Alvin and the Chipmunks affidato alle migliori mani di Betty Thomas (data incerta).
Nel frattempo noi condivideremo con New York e soci lo Sherlock Holmes di Guy Ritchie con Robert Downey Jr. e Jude Law (e Rachel McAdams!), le lacrimucce nipponiche in remake di Lasse Hallström in Hachiko: A Dog’s Story col preferito di mamma Richard Gere, il secondo capitolo della saga per ragazzi Arthur di Luc Besson; recupereremo infine il disneyano vecchio stile La principessa e il ranocchio assieme ad Amelia di Mira Nair con Hilary Swank, (di nuovo) Richard Gere e Ewan McGregor, il remake Brothers di Jim Sheridan con Jake Gyllenhaal, Natalie Portman e Tobey Maguire (uscito negli USA due settimane fa, purtroppo senza l’accoglienza che si spererebbe) e Piovono polpette, nuovo cartone 3-D a cannonate verso la platea della Sony.
Insomma, a conti fatti mi pare vada bene così e aspettiamo con calma. Tenendo sempre presente che abbiamo avuto di meglio. (Per dire: due anni fa fra le scelte per le feste compariva roba tipo L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford e La promessa dell’assassino, se può dar l’idea.)



18/12/2009 | 15:10
Con una certa e malcelata spocchia, ti dico però che io i cinepanettoni non me li merito affatto. Ma proprio per niente.
18/12/2009 | 15:47
UnoDiPassaggio: Chiaramente. Ma tu sei un’eccezione!
22/12/2009 | 13:59
@ Alberto Di Felice:
Ti dirò che, nonostante l’ampia scelta, mi pare che non ci sia motivo di grandissimo entusiasmo… quanto ai cinepanettoni, pare che per il governo facciano cultura, visto che “Natale a beverly Hills” è stato riconosciuto dalla Commissione cinema del ministero, con delibera dello scorso 4 dicembre, film di «interesse culturale»!!!
Auguri.