Si è belli solo quando si è amati
In alto, un congelamento della divina Bette Davis nel (vo)luttuoso La signora Skeffington (Vincent Sherman, 1944), nel momento più pieno — prima di parole e abbracci cadendo a terra — in cui realizza la pochezza della vita umana, l’ineluttabilità del tempo e la propria dipendenza dall’altro (in questo caso, il signor Skeffington di Claude Rains). Come lo definisce David Cairns, «un prodotto dello stimato Reparto Masochismo della Warner Bros». Peccato non potersi permettere più tanta sfacciataggine nelle rappresentazioni d’oggi: una prestazione come quella della Davis è un pezzo da museo, per fortuna conservato a fotogrammi. E, se posso, che meraviglia i numerosi falsi raccordi sul movimento (che non sono incuria, ma parte integrante del complesso estetico dell’opera) sparpagliati in giro per la pellicola.




29/10/2009 | 02:48
Convengo che oggi il cinema non si può più permettere un mucchio di cose: e del resto, attori o attrici con questo carisma così forte sono merce rara se non perduta…
Non per niente una volta spesso attori e attrici celeberrimi si guadagnavano dei ‘titoli’: Johm Wayne era il Duca, K.Hepburn era The Actress, la Stanwyck era The Dark Lady, Lauren Bacall era The Look (se non ricordo male), e via dicendo… Oggi…mi pare che non si faccia più, peccato, ma forse un motivo c’è.
Che anch’io abbia apprezzato questo film lo sai :)
Ciao!