Momenti da saltare sulla poltrona: La terza madre
Ho appena recuperato La terza madre, netto passo in avanti del Dario Argento degli ultimi lustri — tenete presente, leggendo ciò, che ogni passo è relativo alla posizione di partenza. Riesco senza affanno a capire perché si possa trovare conferma sia del fatto che ormai Argento è irrecuperabile sia — come più spesso accade all’estero — che stavolta abbiamo finalmente un meritorio (s)cult. Forse propendo più per la seconda, sempre in termini relativi: insomma, dopo aver sopportato Muccino che sputa tutto il resto acquista in valore.
Il film, come ammettono tutti, è un fantastico casino: nulla succede per dei motivi, la gente spunta fuori a caso (io son sempre distratto, ma scommetto che non c’è verso di ricostruire plausibilmente come il commissario Marchi di Cristian Solimeno si ritrovi di punto in bianco alle spalle della gentile Asia nei sotterranei) e sparisce con altrettanta noncuranza. Nulla di nuovo, insomma. Si è talmente increduli che a volte neanche si notano le sviste.
Ad esempio, non mi ero accorto, come segnalato su IMDb, che al momento dell’apertura dell’urna (che serve a cosa? Mi sono perso) c’è un cambio di direzione fra i dettagli delle statuette, che Giselle (Coralina Cataldi-Tassoni) passa a Sarah (lei, Asia Argento) da destra verso sinistra, ed il controcampo sulle due dov’è invece Sarah a passare le statuette alla collega che fra un po’ creperà, nella stessa direzione rispetto a noi anziché — come dovrebbe essere — in quella opposta:
In questo caso la svista passa quasi inosservata perché si è probabilmente più focalizzati sull’azione e la continuazione del movimento nella stessa direzione, anziché su chi la sta eseguendo (colpa anche del fatto che la prime inquadrature del paio sono dettagli), senza interruzioni.
È più difficile non notare inusitati spostamenti di personaggi ripresi con migliori punti di riferimento. Sarah ritrova davanti casa Michael (Adam James), sparito chissà dove (e ovviamente riapparso subitaneamente dal blu) per ritrovare il figlio che ora comunica esser morto; alla notizia la ragazza è affranta. I due sono molto vicini, posti quasi verticalmente rispetto al portone, rispetto al quale sono decentrati a sinistra con Sarah più distante; ma nell’inquadratura seguente entrambi sono praticamente attaccati al portone, ora perfettamente in centro, come girati di 90°:







13/11/2009 | 17:57
Vergognoso.
Quando io l’ho visto c’erano regista e cast in sala (quando ancora era Festa di Roma). Non so cosa mi abbia trattenuto dal tirargli una sedia in testa a questi cialtroni del cinema.