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Un film importante che ci è piaciuto molto

district9 humansonly Un film importante che ci è piaciuto molto

Cose da non scrivere mai, per nessun motivo, in una recensione, pena meritarsi l’ingiurioso accostamento al pacioccoso Mollicone nazionale; quelle cose che, non volendo dir nulla pur credendosi profonde, quando incontrate dal lettore attento sono sicuro sintomo di presa per i fondelli, altrimenti detta supercazzola:

  • un film che parla dell’oggi
  • un film che sbatte in faccia a tutti una realtà
  • un film che picchia pesante
  • un film necessario, un film che parla d’oggi aggiungendosi come nuova voce, ma un film che contiene anche della speranza

Un film, insomma, che è importante perché è importante. Il film in questione è District 9, del quale trovate una mia giusta e puntuale stroncatura (assieme a sciagurati atti d’appoggio da parte dei miei sprovveduti colleghi), come sempre, su Cine Zone.

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3 commenti a questo articolo

gparker scrive:
02/10/2009 | 18:53

E' proprio la promiscuità d'uso dei diversi tipi di video (digitale, a mano, televisivo, circuito chiuso ecc. ecc.) a costituire la grandezza di District 9 che afferma che tutte queste forme non sono in rapporto gerarchico tra di loro ma che anzi possono essere usate in maniera indifferente anche senza motivazioni per concorrere tutte verso un unico racconto. Il cinema, in sostanza le può comprendere tutte e non gli è nemico.

E comunque paragonarlo a McG è una cattiveria detta in un momento di rabbia. Farò finta di non averlo letto.

Alberto Di Felice scrive:
02/10/2009 | 21:06

gparker: "Indifferente e senza motivazioni": vedo che siamo d'accordo! Con una tesi del genere si può difendere qualsiasi boiata: e sempre senza dir nulla! Beh, io non ci sto. Affatto, grazie.

Davide DG scrive:
03/10/2009 | 14:37

La recensione è interessante e utile (complimenti come sempre) poiché ho trovato il film notevole dal punto di vista squisitamente tecnico (mi dicono che è costato poco, ma ha un impatto da kolossal), però mi ha infastidito la sua mancanza di consapevolezza stilistica. Ancora oggi non riesco a capire se, come afferma gparker, sia la conseguenza di strappare lo stile Real Cinema dalla "dittatura" del punto di vista interno alla narrazione (come avviene da sempre, ovvero da Cannibal Holocaust, passando per Rec, Cloverfield, eccetera) o di una semplice confusione.

Vero è comunque che se l'opzione giusta fosse la prima, De Palma con Redacted lo ha fatto meglio.

Non concordo invece con la critica circa gli "sporchi negri nigeriani": il confinare dei neri in un ruolo negativo con tanto di corollario tribale non lo vedo necessariamente come segno di razzismo, l'ho trovato nel complesso un dettaglio credibile e contestuale alla narrazione.

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