Burns e Gero su amori e sesso
Fra le uscite dvd dell’estate che sta finendo, vi segnalo con piacere due rilassanti film da me recuperati ieri, ideali per una serata vagamente a tema riguardante relazioni d’amore e sesso. Entrambi straight-to-video da noi — il primo è uscito il 15 luglio, il secondo il 23 agosto — e in ogni caso non molto conosciuti. Mi fa piacere comunque vedere che hanno voti positivi (al momento, un 6.7 per entrambi) su IMDb.
Purple Violets (Edward Burns, 2007) — Con Selma Blair, Patrick Wilson, Edward Burns
Burns, del quale non ho purtroppo visto gli altri sforzi da regista, fa fatica a non far notare che (cito dall’entrata del Mereghetti per I marciapiedi di New York) «[n]ella [sua] New York […] sembra che la middle class non abbia altro da fare che inseguire il miraggio di una stabilità sociale e sessuale». I protagonisti sono quattro avviati trentenni, due uomini e due donne, con modeste qualità ma un’alta capacità di rimuginarci sopra: chi fa lo scrittore in cerca di una sua nicchia tendenzialmente più rispecchiante le proprie ambizioni artistiche (Patrick Wilson), chi ha messo l’arte da parte e cerca di rientrarci (ossia di rientrare nella “sua vita”, Selma Blair), chi di ambizioni artistiche non ne ha affatto e cerca direttamente la stabilità (Burns stesso e Debra Messing). Se non li si può prendere troppo sul serio e se si deve fare i conti con qualche giro a vuoto per troppo zelo (lo si avverte già da una pretenziosa ma innocua apertura con la Blair languidamente pensante sulla spiaggia di fronte alla villona di Wilson), la vicenda un po’ sterile (il che è parte del punto, se punto c’è) dei quattro ha un proprio tono ed interesse grazie soprattutto all’ottimo trio di attori: la Messing e Burns sono la coppia secondaria, mentre al centro sono Wilson e Blair, che grazie al cielo sono i più dotati.
Young People Fucking (Martin Gero, 2007) — Con Aaron Abrams, Carly Pope, Kristin Booth
Se Burns dovrebbe togliersi un po’ di seriosità di dosso, il problema non esiste in questo inusuale film canadese in cui il faticosissimo atto di scopare viene ripreso con curiosità antropologica seguendo come da titolo le pratiche sensibili di due ex, due fidanzatini, un amico e un’amica, un threesome con compagno d’appartamento, due colleghi di lavoro. Senza esser punto grafici, facendo ridere dei vari imbarazzi, ma senza rinunciare ad un qualche “realismo” nella ricerca di ciò che fa sì che il punto G, maschile e femminile, si sposti dopo un po’ di tempo ed abbia bisogno di esser ri-stimolato, anzi ri-oliato: è solo divertimento, no strings attached. Si arriva fin dove può spingersi una commedia potenzialmente accessibile ad un pubblico relativamente ampio, credo, aiutati dal fatto che il tutto si svolge in Canada — dove è stato un vero successo — e non dall’altra parte del confine, dove si fanno sempre un po’ più di problemi.





11/09/2009 | 08:10
due titoli interessanti.
Aggiungo dagli USA, passato a Cannes 2009, Humpday, che a me ha ricordato i chicken gay movies, dove due ragazzi etero si sfidano a fare “cose gay”.
Il divertimento della regista di questo film sta nel mostrare lo sconvolgimento dei due amici e nel giocare con le modalità affettive del mondo maschile.
un saluto.