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Affetto e sincerità nel cinema di James Gray

twolovers hallway Affetto e sincerità nel cinema di James GrayIn un post sul suo blog appena inaugurato, Matt Noller torna sull’ultimo bellissimo film di Gray sottolineandone quello che è l’aspetto che più aveva colpito anche me già alla prima visione. Non casualmente, parte con una citazione da David Foster Wallace, che prelude al recupero del saper realmente e nuovamente “morire” dell’uomo in quelli che troppo frettolosamente e con troppa varietà sono stati classificati come “tempi postmoderni”. Ve lo consiglio, come vi consiglio l’intervista a Slant Magazine che Noller cita.

È estremamente difficile trovare film americani che affrontino i problemi d’amore in un modo che non sia umoristico. Facciamo commedie romantiche molto buone, le abbiamo sempre fatte. Negli anni ‘30, erano stupende, vero? Ma allo stesso tempo facciamo molto male film seri sull’amore. … L’amore è in sé una forma esagerata di comportamento umano e noi facciamo e diciamo cose ridicole. Ci comportiamo in modi che sono quasi infantili. … Cosa significa essere una persona civile? Cosa significano l’acquisizione del linguaggio e le trappole della classe sociale? È una sciocchezza, la classe sociale. È folle. È solo una condizione fortunata di esistenza. Tutte queste cose mi affascinano. … Volevo fare un film che non aderisse ai cliché del cinema popolare o ai cliché del cinema d’autore. … Qualcosa che esistesse interamente nel suo solo universo perché era ciò che voleva essere. Qualcosa che fosse emozionalmente diretto. L’unica cosa di cui mi preoccupo è che i miei film siano emozionalmente diretti ed emozionalmente onesti. È tutto ciò che chiedo a un film.

—James Gray

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