Zoe Saldana e i Dardos della passione
[In alto: La splendida Zoe Saldana e il sosia povero di Javier Bardem, tal Jeffrey Dean Morgan, si contorcono con velate allusioni sessuali in un combattimento infuocato nella loro stanza d'albergo in The Losers, uscita del weekend in corso. Il film è diretto dal videoclipparo franco-statunitense Sylvain White, responsabile in precedenza di Stepping – Dalla strada al palcoscenico, che non ho ancora recuperato e se tutto va bene mai recupererò. Non c'è nessun motivo per segnalare quest'inquadratura (e soprattutto questo film, al quale trovate la mia puntuale singola stellina su Cine Zone — mentre al mio collega Signorelli purtroppo è parso addirittura passabile), se non il fatto che vi si intravede la splendida Zoe Saldana contornata da fiamme di fuoco, il che è sempre un bel vedere.]
Il tempo di riappropriarmi delle mie cose di casa, di rientro da quasi due settimane lontano dalle mie solite occupazioni riguardanti internet e cinema, e apprendo di esser stato ricordato da due fedeli lettori di queste pagine nell’ennesimo (per me era già successo due volte, che pensavo bastare) catenone fra blogger. Trattasi di tal “Premio Dardos”, assegnato come al solito a “blog meritevoli per i contenuti di carattere culturale, etico e/o letterario”; gli sciagurati che hanno avuto la pietà di premiarmi, pensando chissà come io rispettassi i requisiti, sono stati i cari Aurora (La Ragazza dei Sogni) e Souffle (Percorsi diversi). Nel ringraziarli di cuore, evito di continuare la catena, di suo già troppo lunga; noto solo che fra i blog di cinema variamente segnalati anche in altri più influenti lidi, l’assiduità nell’aggiornamento dei contenuti è andata notevolmente scemando — ci si è ridotti a premiare molti blog che come il mio ultimamente sembrano non aver più tempo da dedicare a sé stessi. Il che fa tornare in mente vecchie riflessioni. Sarebbe ora di darsi un po’ tutti (e con ciò intendo me) una bella mossa. Prossimamente, dunque (e prendendo ancora spunto dalle uscite di questo weekend), su queste frequenze: sparute considerazioni su The Box di Richard Kelly e sul perché ne abbiamo nonostante tutto bisogno.



