de rouille et dos audiard <i>Un sapore di ruggine e ossa</i> di Jacques Audiard

Già mentre realizzava il suo Il profeta, Jacques Audiard si era fatto conquistare dall’omonima raccolta di novelle «Ruggine e ossa» del canadese Craig Davidson, decidendo col suo co-sceneggiatore Thomas Bidegain che il film successivo sarebbe stato l’opposto di quello in lavorazione: una storia d’amore, fuori dal microcosmo chiuso prettamente maschile dipinto ne Il profeta, nella quale sarebbero potute risplendere l’aria e la luce. È così che il senso di arcigna lotta e adattamento per la vita di fronte alle circostanze che era il suo marchio di fabbrica viene qui declinato con uno sguardo pietoso — per quanto simulatamente tale — precedentemente assente nell’opera del francese.

Il protagonista è l’inarticolato nelle parole e nei sentimenti Ali (Matthias Schoenaerts), massiccio ex-lottatore, padre-fratello di un ragazzino di cinque anni (Armand Verdure), che viene buttato in un percorso di maturazione quando l’incontro con Stéphanie (Marion Cotillard), cui verranno ex abrupto amputate le gambe per un incidente durante uno dei suoi spettacoli come addestratice di orche in un parco marino, gli imporrà di prendersi le proprie responsabilità e genererà in lui un amore, verso il figlio come verso di lei, del quale è sempre stato ignaro.

Ridotto all’osso della sceneggiatura, il film è una tipica storia di riscatto solo apparentemente bifocale: la figura di Stéphanie è solo funzionale, da personaggio d’impatto, alla linea narrativa principale della quale, come visto, il protagonista è fondamentalmente univoco. Ciononostante è nella sensorialità perduta del personaggio della Cotillard che Audiard completa quella animalescamente sporca e non processata di Ali, privo di filtri nella lotta e nel sesso. Mentre i due si afferrano, l’una inizia a comprendere i confini del rapporto allorché l’altro non ha legami e concede il proprio talento con la naturalezza di chi non sa.

Per portare a buon fine la loro unione, uno dei due dovrà cedere, attraversando in prima persona un’ulteriore botta quando un altro incidente lo mette di fronte alla verità di che padre, oltre che amante, essere. Larvata sotto la sua predilezione per i sensi (stavolta, ahi noi, coniugata anche sulle note di «Firework» di Katy Perry), nulla toglie l’impressione stavolta Audiard abbia realizzato solo una versione para-autoriale di un romanzetto sulla seconda chance, dal quale manca ogni briciolo di genuina analisi sociale e rimangono solo i protagonisti con i loro sensi (o sentimenti) stesi al vento e al sole.

2stars <i>Un sapore di ruggine e ossa</i> di Jacques Audiard

De rouille et d’os | 2012 | Francia, Belgio | drammatico | durata: 1h55’ | regia: Jacques Audiard | interpreti: Matthias Schoenaerts, Marion Cotillard, Armand Verdure, Celine Sallette, Corinne Masiero, Bouli Lanners, Jean-Michel Correia | sceneggiatura: Jacques Audiard, Thomas Bidegain | uscita italiana: 12 ottobre 2012