snowhite and the huntsman sanders <i>Biancaneve e il cacciatore</i> di Rupert Sanders

C’è un film lacerante da qualche parte in quest’esordio cinematografico di Rupert Sanders, che mi piace classificare come il terzo capitolo della seconda meravigliosa carriera di Charlize Theron iniziata mezz’anno fa con Young Adult, l’opera più radicale e anti-condiscendente di Jason Reitman (in Italia distribuita miseramente, forse non a caso, in sole 13 sale). Buonissima parte di quel film lacerante sta appunto nel personaggio e nell’interpretazione della Theron, la quale nella scelta dei copioni sembra starsi costruendo un filo rosso di perfida maestà.

Nel suo ruolo di Mavis Gary con Reitman, il quello di Meredith Vickers nel Prometheus di Ridley Scott e in quello della strega regina Ravenna, l’attrice sudafricana si è impossessata indomita dello scettro di guerriera contro il politicamente corretto, sia esso di matrice conservatrice o progressista, brandendo e la sua bellezza e il suo approcciare i 40 anni per restituirci ritratti di donne arrabbiate col mondo, che vanno fino in fondo nel rigettarne senza pietà ogni immagine falsamente gentile e utopica.

Così, i primi dieci minuti che compongono Biancaneve e il cacciatore sono virtualmente tutti suoi, così come ogni altra scena nella quale è presente. Quei dieci minuti sono anche, purtroppo, solo un’avvisaglia di quello che il film sarebbe potuto essere prima di imboccare sentieri d’avventura e dimenticare il suo nocciolo duro, che in quei dieci minuti aveva assunto la forma di una feroce invettiva contro un mondo spietatamente maschile, che già nelle fiabe nasconde alle aspiranti future principesse la sua spietatezza dietro l’ipocrita «per sempre felici e contenti».

Passato il prologo, che narra la presa del potere da parte di Ravenna, il regno del puro bianco spodestato dal freddo grigio-nero della sua rabbia espressamente diretta contro il maschio (l’unico uomo a lei leale essendo il fratello/servitore interpretato da Sam Spruell), la sceneggiatura (fra i tre autori ci sono Hossein Amini di Drive e, purtroppo, il peggior John Lee Hancock di Alamo e The Blind Side) crede di trovare una diversa e più carezzevole paladina femminista nella titolare Biancaneve di Kristen Stewart. Lo fa circondandola di un alone da eletta che al termine della fuga la porterà a indossare di punto in bianco l’armatura, condurre un esercito à la Jeanne d’Arc di Luc Besson e infine uccidere la propria perfida matrigna.

Si viene a creare la stessa situazione già verificatasi nel disastroso Alice in Wonderland di Burton: si abbandona la vera femminista (lì la Regina rossa, qui Ravenna) per ripiegare su una versione guerriera, che rimane senza adeguata cornice a giustificarla (c’è solo l’alone da eletta scesa dall’alto) e di fatto annulla — se non contraddice — gli assunti iniziali. Non giova neppure l’operazione di spostamento semantico, già evidente dal titolo e solo di superficie, di muovere il perno romantico dal principe azzurro (Sam Claflin) al giovane cacciatore vedovo (Chris Hemsworth, anche narratore), con l’intento non realizzato di proletarizzare la faccenda: sempre con principe e principessa nel regno fatato si rientra.

Burton ha prontamente rimediato a questa pesante deficienza nel suo ultimo Dark Shadows, nel quale la cattiva Angelique di Eva Green viene sconfitta, sì, ma è anche l’unica a offrire il proprio cuore in maniera inaspettatamente pura in una scena fortemente empatica. Sanders è invece costretto (o forse è semplicemente non interessato: vedremo nei suoi prossimi lavori) a lasciare che Ravenna venga semplicemente spodestata, non facendo permanere neanche l’amaro della sua presenza, e finalmente la luce possa tornare a splendere sulle sue tenebre.

2stars <i>Biancaneve e il cacciatore</i> di Rupert Sanders

Snow White and the Huntsman | 2012 | Stati Uniti | avventura, azione, drammatico, fantastico | durata: 2h07’ | regia: Rupert Sanders | interpreti: Kristen Stewart, Chris Hemsworth, Charlize Theron, Sam Claflin, Sam Spruell, Ian McShane | sceneggiatura: Evan Daugherty, John Lee Hancock, Hossein Amini | uscita italiana: 11 luglio 2012