Cosa abbia spinto il Vostro Affezionatissimo a recuperare negli ultimi giorni tre film assai simili tra loro quali Libera uscita dei fratelli Farrelly, Benvenuti a Cedar Rapids di Miguel Arteta e Un tuffo nel passato di Steve Pink è una di quelle coincidenze cosmiche di difficile spiegazione. Il fatto che ci fosse bisogno di scrivere degli ultimi due per Cine Zone è solo parte dell’arcano. Inizio a convincermi — e devo essere l’ultimo sprovveduto a farlo — che sia tutta colpa di una maledizione che costringe noi ometti, meritevoli certamente di ogni condanna e punizione per il male che abbiamo causato al mondo (e alle donne) per secoli e secoli (e non è ancora finita), a fornire materiale in esubero per analisi (sociale e psichiatrica) al cinema.
Le analisi in esame non sono in realtà troppo acute, fatta forse eccezione per quella dei Farrelly. Questo è uno di quei casi nei quali leggendo la recensione del mio caro collega Pietro Signorelli ho l’immediato impulso di scriverne una — purtroppo, non ugualmente convincente — in risposta. I Farrelly andrebbero studiati più a fondo, magari per far sì che da più parti si smetta con ridicoli discorsi sulla loro incapacità di rinnovarsi in un mondo post–The Hangover. Bisogna esser seri quando si afferma qualcosa: e se non avete capito neanche dopo il secondo ben vacuo capitolo (sì, molto più vacuo del primo) che Todd Phillips non ha un briciolo della loro arguzia (tranne forse in Starsky & Hutch, dove però i meriti vanno spartiti generosamente con altri quali i miei amati Ben Stiller e Owen Wilson — sapete che ho un debole per i biondini), allora siete un caso disperato.
Non sono analisi troppo acute, dicevo, ma per giugno/luglio sono più che sufficienti. (Con ciò non intendo relativizzare i miei giudizi, che come i miei Amati Lettori sanno sono strettamente oggettivi.) In ogni caso, sì: in questi tre filmetti di genere commedia si parla di uomini, e nessuno di loro è messo particolarmente bene, per un verso o per l’altro. L’insoddisfazione monta, l’insicurezza non è mai sopita e per uscire dall’impasse servono prolungati periodi di riflessione; riflessione che, per l’appunto, tali filmetti offrono. Gradiscano.

