Lo so: pur non essendo un detrattore (per quel che conta, io su quella cosa stupida che sono i voti o le stelline — iscritte a registro sono due stelline e mezza, o se volete un bel sette — rifletto ancora), sono può darsi un «oltranzista dileggiante», sono può darsi un «critic[o] hamburger, [capace] di passare dal Big Mac all’angus argentino senza che il [mio] palato batta colpo, [m]i sent[o] fig[o] nello sbeffeggiare l’ultimo Malick. E quel finale poi, che sembra lo spot di una crema per le mani. Approccio americano: occorrono risposte, non domande. Sono [una persona] semplice». Tuttavia, da parecchi giorni noto nel panorama urbano di quella città invivibile che mi ospita, ovvero Roma, della pubblicità che continua a farmi pensare; così oggi ho messo a frutto il mio nuovo Sony Ericsson e l’ho ritratta in una foto. Ne risulta il seguente accostamento:

treeofnivea The Tree of Nivea

[Avvertenza: il presente post non intende denigrare, giacché l’albero della vita è splendido e complicato, e ogni tanto una sana risata non fa davvero male a nessuno. È invece dedicato con sincero affetto agli amici che per simili sciocchezze hanno addirittura deciso di negarmi d’ora in avanti la parola.]