Esempio di giornalismo permeato da spicciola sociologia massmediatica. Giovanna Grassi sul Corriere ci spiega, prendendo spunto da due recenti film (Easy A e Trust), quanto Internet sia cattiva:

Le accuse sono sempre più diffuse e a Hollywood circola anche una battuta spiritosa, che prende spunto dal grande successo di pubblico (oltre che di critica) che ha avuto nelle scorse settimane il film The Social Network: questi copioni sono riusciti «a conquistare tutti gli anti-social-media». Inutile dire che è il tema è sentito anche al di là del cinema. Una forte eco è stata generata per esempio dal suicidio del ragazzo che, ritrovatosi online in un amplesso gay, si è gettato da un ponte: sono in tragico aumento le storie di giovanissimi che si uccidono o entrano in terapia psicoanalitica a causa dei fatti e misfatti provocati dal web.

Il triste fatto di cronaca richiamato è questo. La colpa, ovviamente, viene addossata genericamente al «web» (leggi in pratica, nel 2010, «la società»), non ai due responsabili. Giorni fa, Matteo Bordone elucubrava su questioni simili, in relazione ad altri tristi recenti fatti di cronaca italiani.