Bene, dov’eravamo? Vi avevo promesso che avrei cercato di riprendere le trasmissioni del blog, con più regolarità, e vi sarete accorti che non ci sono riuscito. Nella scorsa settimana sono stato perennemente chiuso in casa, assai poco piacevolmente impegnato la totalità di mattina e pomeriggio e con giusto la voglia disperata di trascorrere le serate in poltrona per riuscire almeno a trovare il tempo per un film. Fino al 28 maggio le cose non miglioreranno di certo. Nel fotogramma in alto, intanto, trovate la selezione di stasera: Le mie due mogli (Garson Kanin, 1940) con Cary Grant e Irene Dunne, una piacevolissima commedia romantica che Leo McCarey non ha potuto dirigere per colpa di un brutto incidente d’auto. In ogni caso, il brio un po’ frustrato dei valori familiari in pericolo rimane, e Grant da solo mi fa andare su di giri come sempre. L’immagine in questione è tratta dalla scena d’apertura, nella quale l’avvocato di Harvard Nick Arden (Grant) cerca di ottenere in un sol colpo la dichiarazione di morte della moglie Ellen (Dunne), ritenuta ormai nelle mani del Signore dopo esser sparita sette anni prima in un naufragio, seguita dal suo nuovo matrimonio seduta stante con la giovane Bianca (Gail Patrick). Nella scena successiva, subito Ellen si è fatta dare un passaggio e, sorpresa, è tornata a casa ad abbracciare i due figli, creando un parapiglia. Nella gustosa apertura, imperdibile il siparietto col giudice Bryson (Granville Bates), svogliato e poco sveglio, che anche giustamente ci capisce poco rovistando nella pratica sotto i suoi occhi mentre Arden prova a spiegargli. La scena si ripeterà alla fine del secondo atto, ugualmente spassosa, quando marito, due mogli e amante naufrago della prima moglie (quel fustacchione di Randolph Scott) tornano in corte per far rettificare il tutto.
Altre notizie. Su Cine Zone, in tutto questo tempo, sono continuati ad apparire i miei illeggibili pezzi. Non sono, ovviamente, tutti i film che ho visto nel periodo in esame. Se ve li siete persi, eccoveli raggruppati (più o meno) in ordine decrescente di gradimento:
- Daddy Sitter
- Nat e il segreto di Eleonora
- Oltre le regole – The Messenger
- Una proposta per dire sì
- Sunshine Cleaning – Non c’è sporco che tenga
- Sul mare
- Simon Konianski
Inoltre, alcuni recuperi in home video:
- The Young Victoria
- Lebanon (che mi ero dimenticato di segnalarvi la volta scorsa)


Ciao Alberto!
Ho sempre adorato questo film, con la coppia Grant –Dunne il brio è assicurato, ma a parte ciò, ogni volta che l’ho visto mi ha fatto ridere quasi continuativamente (a differenza del remake con Doris Day, che la butta sulla commedia ma non è lontanamente paragonabile a questo).
Voglio rivederlo, ho bisogno di iniezioni di buon umore di qualità.
Non ho visto nessuno dei film della lista, che vergogna…
Comunque smetti di dire che fai pezzi illeggibili o inutili.
Adesso per esempio voglio leggere la recensione su Robin Hood (e magari qualche altra), perché ho idea di infrangere le abitudini e andarlo a vedere al cinema.
Ah.. è già il 26 maggio: il tuo periodo di penitenza sta per finire! Il mio forse sta per iniziare.
Buon ritorno! Ciao!
Aaarhrgh che stupida…la recensione di Robin Hood non è nella lista delle tue… su CineZone il film ha una recensione ottima che mi farebbe correre anche subito, e io mi fido (e poi, mi piacciono sia Scott che Crowe — come dubitare)! Mi piacerebbe sapere che ne pensi tu, del film.
Ciao!
Aurora: Cara Aurora, io purtroppo — dati impegni disumani dei quali mi sono liberato solo questo pomeriggio, ecco perché i tuoi commenti appaiono solo ora — il film di Scott non l’ho visto. Gira voce il mio collega Pietro abbia esagerato, ma io un po’ mi fido.