Nemico ultravisivo, anno primo
Eccoci predisposti, gentili lettori, per una nuova succosissima puntata della nostra rubrica settimanale più longeva, che va sotto il titolo di “Recensisci il film con spocchia”. In questo episodio il Vostro Affezionatissimo rimane deluso dall’ultimo Mann di Nemico pubblico (io purtroppo ador[av]o Mann, e usare il mio bieco sarcasmo proprio con lui non mi diverte molto), beccandosi attestazioni di disistima dal rivoltoso pubblico commentatore. Naturalmente tutti i miei ragionamenti, che provano ad essere ragionamenti, crollano di fronte ad affermazioni altrui che dell’ultimo Mann attestano (non linkerò, perché quando linko c’è chi si irrita) «la monolitica spazialità visiva dell’immagine che lascia allo spettatore squarci di ultravisione» [sic] (potete anche, se volete, aggiungere qualche maiuscola a piacimento!): come si può discutere con tal Verbo impenetrabile? Visto che c’è sempre chi si esprime (ed è intrinsecamente) meglio di me, mi affido alle parole forti del saggio Matteo Bordone, che parafraserei quasi per definirle meglio ma che preferisco lasciare al loro stato originario: «questo fa del film un argomento perfetto per le pippe de[i] formalisti. E se uno ha studiato un po’ di cinema all’università, i formalisti li riconosce, li evita e non li caga». Passando a cose più leggere, butto giù due parole (sempre spocchiose, e vorrei ben vedere) anche su Anno uno, un film nel quale mancano le richieste dosi di sesso (col che intendo la panza nuda di Jack Black). Il tutto, come sempre, è online su Cine Zone, il peggior sito italiano di cinema.





18/11/2009 | 16:51
Poiché ho letto solo recensioni positive sul film di Mann, la tua mi incuriosisce e mi invoglia più delle altre per correre a vederlo (mi sa che ormai l'ho perso). Finalmente scopro che potrebbe anche essere un film non del tutto eccezionale. E quando le opinioni divergono la mia curiosità aumenta. Grazie.
Ovviamente Bordone non rientra nelle mie letture^^