Da Il migliore (Barry Levinson, 1984), uno di quei film nei quali il bel Robert Redford fa l’eccellente americano dai sani valori che trionfano — perché, beh, lui è bello e liberal. Lapide in memoria dell’appena deceduto giocatore «Bump» Bailey, della squadra di baseball dei New York Knights, perito lanciandosi a testa in avanti contro una parete (di polistirolo, a giudicare dalla consistenza che traspare nel film) nel tentativo disperato di recuperare una palla. Dopo tutto, si chiamava «Bump». Rob Schneider non avrebbe saputo inventarsi di meglio. Si è colti da un fremito d’inquietudine e tristezza per il poveretto (il quale non se ne sarebbe comunque accorto) quando ci si accorge che c’è scritto proprio «in memorium», un misspelling del corretto latino (che ovviamente termina in «-am») alquanto comune fra i meno colti madrelingua inglese: tanto, pensan bene loro, si legge allo stesso modo.

