[Nella sezione tv e home video su Cine Zone, trovate i miei ultimi contributi dedicati alle uscite in dvd degli ultimi mesi, relative a film non ancora recensiti sul sito: oltre a quella di Sylvia, ci sono le recensioni di Aspettando il sole di Ago Panini, la mia raccomandazione personale Shut Up & Sing di Barbara Kopple con Cecilia Peck, Space Chimps di Kirk DeMicco e Hotel Bau di Thor Freudenthal.]

Di Christine Jeffs spero di recuperare presto Rain (da non confondere con l’omonimo ed evitabile di Katherine Lindberg, anch’esso del 2001) e di poter vedere il prima possibile Sunshine Cleaning (del quale ha già parlato elogiativamente Francesco Chignola) con Amy Adams ed Emily Blunt, purtroppo senza annunciata distribuzione da noi. Nel frattempo ho messo gli occhi con molta soddisfazione su questo suo penultimo sforzo, dedicato alla vita della poetessa Sylvia Plath, interpretata  — azzarderei, splendidamente — da Gwyneth Paltrow. Trovate la mia recensione del film, uscito da noi direttamente in home video, su Cine Zone. In questo post tratterò esclusivamente e molto brevemente di qualcosa di parecchio infelice in un lavoro che viceversa nell’insieme mi ha colpito abbastanza in positivo, uno di quei — come da titolo — «momenti da saltare sulla poltrona», le scelte di messa in scena più sciagurate e palesi, quando ci si dimentica della «magia del cinema» e ci si deve ricordare che i film vanno prima fatti. (È probabile questa diventi una rubrica fissa, ma senza scadenze prefissate, just for fun.)

La Plath ed il suo amico Al (Jared Harris) stanno facendo una conversazione piuttosto intensa, nella quale la donna è completamente esposta — appunto per questo, proprio un pessimo momento da rovinare. Vediamo regolari campo-controcampo che seguono con la giusta tempistica lo scambio:

sylvia jeffs 1 Momenti da saltare sulla poltrona: Sylvia

sylvia jeffs 2 Momenti da saltare sulla poltrona: Sylvia

Notate la distanza fra i due. Ad un certo punto, Al si sporge verso Sylvia spostando anche la sedia ed avvicinandosi a lei:

sylvia jeffs 3 Momenti da saltare sulla poltrona: Sylvia

Ci si aspetterebbe adesso che nuovi eventuali campo-controcampo debbano tenere in campo anche la testa dell’altro personaggio di spalle, dato che ora i due sono a poco più di mezzo metro di distanza, o almeno che siano più ravvicinati; ma «saltiamo sulla poltrona» quando questo chiaramente non succede, e dallo stacco successivo su di lui, e poi sulla Plath, è come se Al non si fosse mai mosso:

sylvia jeffs 4 Momenti da saltare sulla poltrona: Sylvia

sylvia jeffs 5 Momenti da saltare sulla poltrona: Sylvia

Si può notare appena, solo se si sta molto attenti (nel fotogramma che vedete è praticamente impossibile), che i capelli di Al sono stavolta in quadro all’estrema destra, mimetizzati per di più dal tendaggio, al contrario della prima serie di inquadrature, ma questo non basta chiaramente a compensare il pessimo modo in cui la Jeffs ha coperto la scena.