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Trying to sound like Don

È da tempo che un trailer non mi invoglia a vedere un film. Ho sempre più l’impressione che siano tutti uguali, montati dalle stesse società (o divisioni) specializzate con lo stesso “Manuale del buon montatore di trailer”. Non è solo una mia impressione: è proprio così. Tutti i trailer (sarà sciocco precisare, ma lo faccio: soprattutto quelli americani), specialmente se sono i preannunciati blockbuster, gli horror o le commedie di turno, promettono regolarmente le stesse identiche cose, che poi sono le cose che vuole la maggior parte del pubblico (enfasi qui su una ben nota fascia demografica) per spender bene i propri euro del biglietto: velocità, risate, azione, brivido.
Ieri è morto a sessantotto anni un personaggio che di certo è fra coloro i quali hanno contribuito in maniera decisiva a questo trend: Don LaFontaine. LaFontaine, con la sua voce imitatissima da decenni (ha doppiato più di 5000 trailer, acciderbolina), ha reso il compito più facile ai montatori di trailer ideando quelli che poi sono diventati slogan preconfezionati della “sceneggiatura” del trailer medio, come “In a world where … one man…”, “From director … comes a story…” oppure “This summer, prepare for…”. C’è sempre un mondo in cui succede qualcosa, una essenziale posta in gioco, e uno o più eroi che devono prendere delle decisioni e salvarlo, questo mondo. Una concezione, si capisce, molto americano-superomistica che ben si addice al popcorn movie.
Sembra stia gridando un anatema, ma in realtà mi rendo conto che da bambino (ossia: quando non pensavo mentre avevo gli occhi aperti, rimanendo solo ed esclusivamente meravigliato e/o impaurito) andavo al cinema, inconsciamente, in primis per quei minuti precedenti alla proiezione del film vero e proprio, quando una serie più o meno lunga di anticipazioni mi avvertiva di cosa sarei potuto andare a vedere la volta successiva. Forse è anche per questo che giorni fa postavo questo piccolo montaggio (se non gli avete dato ancora un’occhiata, ve lo consiglio caldamente: per me è stato abbastanza emozionante), che dev’essermi sembrato come un lunghissimo trailer dell’intero film della mia infanzia sognata, lungo svariate ore. Immagino che quel film sarà il film che attenderò con ansia per il resto della mia vita.
Di seguito trovate un video in cui LaFontaine si racconta brevemente con l’intervento di altri suoi meno famosi colleghi. Il filmato è di qualche anno fa, e da parte di questi ultimi c’è un tono anticipatamente e forse eccessivamente celebrativo—l’abitudine americana, imposta da tempo immemore dai vari format televisivi anch’essi preconfezionati, è quella di enfatizzare la minima caratteristica personale, anche la più bassa, e far finta che sia qualcosa di unico ed importante. “Make it big”, tanto per rimaner fedeli a sé stessi. Ma va bene così: avrete comunque un’idea del tipo.


Non so a che età, esposto alla sua voce, ho iniziato ad imitarlo—devo dire che me la cavo anche benino. Non sono di certo l’unico: come ho già detto, lo hanno imitato in tantissimi sia fra colleghi che fra comici. D’altronde quando hai una voce che sembra fatta con una macchinetta-carrarmato, è inevitabile che tutti la vogliano. Vi segnalo questa spassosa parodia dei tre tenori (l’originale Don è quello a sinistra), nella quale si vede bene come in fondo, mescolando gli elementi di trama e di genere, la ricetta sia decisamente la stessa:


Vorrei ora fare un piccolo raffronto fra il lavoro di Don ed un suo equivalente italiano, tanto per farvi rendere conto di quanto siano importanti certe cose. Guardiamo i due trailer (perfettamente identici, tranne ovviamente per il doppiaggio) di The Love Guru (che ha fatto schifo un po’ a tutti, tranne me). Per segnalarvi la magnitudine e l’importanza sacra della voce che qui stiamo celebrando: nella versione originale, la voce della “macchina voce fuori campo” è di Morgan Freeman; nel film e nel trailer italiano è quella di Renato Mori, storico doppiatore di Morgan Freeman; nel trailer americano, invece, la voce della “voiceover machine” è quella di LaFontaine. Uno che batte Morgan Freeman sa quello che sta facendo.

Trailer originale:


Trailer italiano:


L’avete capito o no, adesso, che il doppiaggio, anche quello dei trailer, è una cosa sbagliata?

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1 commento a questo articolo

BenSG scrive:
11/09/2008 | 15:48

Complimenti per il bellissimo post!!!

BenSG

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